Autonomic Response Testing (A.R.T.
®), così come lo conosciamo oggi, è stato sviluppato e portato alla sua forma attuale grazie al contributo di figure chiave come Louisa Williams, Dietrich Klinghardt e Daniela Deiosso. Tuttavia, la sua nascita non è il risultato di un’intuizione isolata, ma il frutto di un lungo percorso costruito nel tempo[cut] grazie alle intuizioni di saggi, medici e scienziati che hanno contribuito, ciascuno a proprio modo, a comprenderne le basi.
Dalle antiche conoscenze sulla connessione corpo–mente–energia fino alle più moderne scoperte nel campo della biofisica e delle neuroscienze, A.R.T.
® si fonda su un insieme di contributi interdisciplinari che ne hanno reso possibile lo sviluppo.
Ancora oggi, A.R.T.
® è un metodo in continua evoluzione: cresce grazie all’esperienza di chi lo pratica quotidianamente e si arricchisce costantemente attraverso le ricerche più avanzate di scienziati e ricercatori, che aggiungono nuovi tasselli alla comprensione del sistema nervoso autonomo e dei meccanismi di autoregolazione del corpo.
(II secolo a.C.) Patanjali
Intorno al II secolo a.C., il saggio Patanjali codificò negli Yoga Sutra l'unione corpo-mente-spirito e il controllo del prana, ponendo le basi filosofiche per riconoscere le risposte energetiche del corpo a stimoli sottili: da questa saggezza deriva l'idea che il sistema nervoso autonomo riveli squilibri tramite risposte muscolari, ispirando i fondamenti olistici di A.R.T.
(1964) George Goodheart
Nel 1964, il chiropratico George Goodheart scoprì casualmente che testando la forza muscolare si potevano rilevare squilibri funzionali nel corpo, dando vita all'Applied Kinesiology: questo innovativo approccio muscolare divenne la radice tecnica da cui nacque A.R.T., trasformando un semplice test manuale in uno strumento diagnostico per il sistema nervoso autonomo.
(1974) Fritz-Albert Popp
Negli anni '70, il biofisico tedesco Fritz-Albert Popp scoprì l'emissione di biophotoni (luce ultra-debole coerente) da parte di tutti gli organismi viventi, dimostrando che le cellule comunicano tramite campi luminosi organizzati. Questa scoperta scientifica ha fornito la base quantistica per comprendere come squilibri nella coerenza della luce biologica segnalino disfunzioni profonde nel sistema nervoso autonomo: Klinghardt ha integrato questi principi in A.R.T., usando filtri di polarizzazione per rilevare interferenze biophotoniche (tossine, infezioni, stress geopatici) che bloccano la regolazione autonoma.
(1977) Yoshiaki Omura (MD)
Il ricercatore giapponese Yoshiaki Omura sviluppò negli anni ’80 il Bi-Digital O-Ring Test (BDORT), un metodo preciso per rilevare risonanze energetiche e interferenze nel corpo tramite la forza delle dita: questa tecnica raffinata di test bioenergetico venne integrata in A.R.T. per aumentare l'accuratezza nel rilevare tossine, infezioni e blocchi autonomici invisibili ai metodi convenzionali.
(1993) Louisa Williams (DC, ND)
La naturopata e chiropratica Louisa Williams affinò il test muscolare sviluppando valutazioni avanzate sullo stato simpatico/parasimpatico, sulla regolazione bloccata e sulle interferenze del sistema nervoso autonomo. Il suo lavoro fu decisivo nella strutturazione di A.R.T. come metodo olistico altamente sensibile e riproducibile, in grado di individuare con precisione le cause profonde delle disfunzioni.
(1996) Dietrich Klinghardt (MD, PhD)
Il medico tedesco Dietrich Klinghardt sintetizzò decenni di ricerche – incluse le basi biophotoniche di Popp, l'acqua strutturata di Pollack, l'Applied Kinesiology di Goodheart, il BDORT di Omura e le tecniche di Williams – in Autonomic Response Testing (A.R.T.), un sistema sofisticato che usa il biofeedback del sistema nervoso autonomo per identificare tossicità, infezioni croniche, cicatrici e stress geopatici: grazie alla sua visione integrativa, A.R.T. è diventato uno strumento rivoluzionario per superare blocchi e guidare l'autoguarigione del corpo.
(2006) Gerald Pollack
A partire dagli anni 2000, il biofisico americano Gerald Pollack (noto come Jerry) ha rivoluzionato la comprensione dell'acqua biologica scoprendo la quarta fase dell'acqua (EZ water), una struttura gel-like carica negativamente che circonda proteine e membrane cellulari, essenziale per la contrazione muscolare, la trasmissione nervosa e la vitalità cellulare. Questa ricerca spiega meccanicamente perché il test muscolare in A.R.T. possa rilevare squilibri energetici autonomici: l'acqua strutturata influenza la forza e la risposta del muscolo come biofeedback, collegando idratazione cellulare, energia vitale e regolazione del sistema nervoso – un ponte scientifico tra la tradizione olistica e la diagnostica moderna.
Scoprì la quarta fase dell'acqua (EZ water strutturata), spiegando meccanicamente la risposta muscolare e la vitalità cellulare come biofeedback per testare squilibri autonomici in A.R.T.
(2010) Daniela Deiosso (MSc)
Con background in neuroscienze, Daniela Deiosso ha portato chiarezza e rigore moderno alla trasmissione di A.R.T., sviluppando corsi online strutturati, video dimostrativi e sessioni pratiche con Klinghardt: il suo lavoro ha reso accessibile e insegnabile il metodo in tutto il mondo, consolidando A.R.T. come pratica diagnostica precisa e affidabile per la nuova generazione di terapeuti olistici.
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